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Un caro amico non c’è più

di Angelo Saccaro

Anche Gianfranco Facchini, l’ultimo degli enfant terrible del bridge bolognese, ci ha lasciati. Da qualche tempo non lo vedevamo più giocare con la sua compagna Maria, ma 10 giorni fa, quando l’ho visto per l’ultima volta, sembrava felice di stare con noi. Stranamente sorridente e sereno. Maria invece era distrutta, chiusa in un dolore che non poteva che far presagire il peggio.
Fra me e Gianfranco non sempre è corso buon sangue. Non mi poteva perdonare una birichinata che non aveva mai potuto mandar giù. Organizzava duplicati didattici ed una sera non si presentò un suo allievo, tanto che mi chiese di fargli la cortesia di sostituirlo. Accettai, ma la mia indole da giamburrasca era in agguato. Il tema del duplicato era come avvicinarsi allo slam con le mani sbilanciate, ed io raccolsi primo di mano, 8 scartine di fiori accompagnate da altrettante nei restanti colori. Cosa pensate che avrei licitato io ? Indovinato ! 6 fiori ! Gianfranco si arrabbiò, diede il rompete le righe ai suoi attoniti allievi ed io guadagnai furtivamente una via di fuga. Ecco anche questo era Gianfranco, intransigente, tutto d’un pezzo, vestale di un bridge classico dove le gerarchie non potevano essere messe in discussione ed il “verbo”  non poteva che essere espresso da pochi. Gianfranco era veramente un fenomeno, rigoroso, intransigente, tecnicamente inoppugnabile. Non mi voglio dilungare nei suoi innumerevoli trionfi sportivi specialmente ottenuti in coppia con Sergio Zucchelli che rappresentava la fantasia della coppia rendendola quasi inarrivabile. Voglio ricordare Gianfranco come l’ho visto, ripeto, pochi giorni orsono, particolarmente sereno e sorridente.
Ciao caro Gianfranco, grande maestro di tutti noi, ed in primis di Maria Filippin che ne ha continuato la scuola.