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A proposito di ospitalità.

Di Angelo Saccaro consigliere del Comitato Regionale E.R.

Approfitto dello spazio che il Comitato regionale FIGB ha deciso di riservare alle voci di tutti i tesserati che vogliano esprimere il proprio parere, dare consigli o manifestare consensi o meno per far seguito al mio primo intervento “brutti, sporchi e cattivi” che ha suscitato interesse e commenti vari (per lo più confortanti) per una seconda puntata che riguarda ancora lo “stato” dei “poveri” tesserati agonisti . Ecco quindi :

i campionati nazionali nella fase locale dove e come debbono essere ospitati.

I bridgisti agonisti si iscrivono con entusiasmo ai vari campionati nazionali (adesso ci sono anche quelli regionali) nella speranza di approdare alle fasi finali, senza aver bene considerato quello che potrebbe loro succedere. Tralasciando di ribadire quanto li aspetta se saranno fra gli eletti che approderanno alla fase finale (rimando al mio brutti, sporchi e cattivi), vediamo se almeno nelle fasi locali sono tutte rose e fiori. Tendenza del Comitato è di decentrare e polverizzare il più possibile la prima fase per permettere la più larga partecipazione possibile dei giocatori nella propria sede abituale. Per ottenere ciò occorre che ogni associazione esprima un numero minimo di partecipanti, non raggiungendo il quale si dovrà procedere all’abbinamento con una sede geograficamente il più vicino possibile. Dopo questa prima fase giustamente indicata come locale, circa il 50% dei partecipanti viene “promosso” alla fase successiva sino all’ultima scrematura che permette di individuare gli eletti che conquistano la finale (quasi sempre a Salsomaggiore).

Un problema può essere sollevato sulla scelta delle sedi in cui far confluire i vari raggruppamenti. Stante il fatto che la maggior parte degli agonisti dopo la prima scrematura è di “stanza” a Bologna, risulta naturale che lo svolgimento della fase interprovinciale sia lì programmato. Sino ad ora le sedi di Bologna considerate idonee ad ospitare le manifestazioni erano considerate quella di Quarto dell’ASdBB e quella di Rastignano dell’ASdBBR.L’ospitalità prestata da tali associazioniè stata sino ad ora a titolo oneroso, provvedendo il Comitato ad un modesto contributo alle spese (e non sempre, causa carenza di fondi). Non è mai mancato un qualche mugugno da parte di quei soci, non agonisti, che si trovano in quelle occasioni compressi in spazi più esigui in cui realizzare le manifestazioni di routine e sono infastiditi dal dover condividere i servizi con l’orda degli agonisti. Da qui un indispensabile bilancio: è maggiore il beneficio di immagine nell’ospitare i campionati o il disagio procurato dall’invasione? Non potendo utilizzare una sede propria, il Comitato Regionale è costretto a sollecitare l’ospitalità delle due associazioni previste allo scopo. Per ampliare il ventaglio di possibilità. èstata inserita una terza ipotesi di ospitalità nei locali della giovane Il Circolo di Bologna ASd di via Andreini che possiede tutti requisiti di idoneità per ospitare al meglio qualsiasi manifestazione programmata dal C.R.

Bene? Per niente perché l’Associazione di Quarto che ha sempre ospitato gran parte delle manifestazioni lasciando a Rastignano le briciole, a fronte della decisione del C.R. di assegnare la disputa della fase regionale del campionato a squadre open e signore all’Associazione con sede in via Andreini, ha manifestato il proprio dissenso con una lettera che il Presidente Andreoli ha inviato a nome del suo Consiglio Direttivo allo stesso Comitato Regionale accusato di carenze e comportamento poco limpido. Non sta a me rispondere a quella lettera ma mi limito ad osservare che le Associazioni dovrebbero assumere un atteggiamento più coerente stabilendo che il prestigio di ospitare una manifestazione sportiva regionale oltre che portare un evidente beneficio logistico ai propri tesserati, supera il disagio insito nell’ospitalità. E noi poveri giocatori peones? Chi se ne frega. Se il circolo che ci ospita non è particolarmente entusiasta dell’invasione, siamo costretti a giocare in spazi angusti e con evidenti difficoltà. Va bene così? Mi piacerebbe trovare una Associazione disposta a rendere il più piacevole possibile l’ospitalità e a questa assegnare tutte le manifestazioni. O no?